Skip to content
Ultimo aggiornamento: 28 September 2016

Sarà che fermarsi, per una startup, è contro natura o che coltivare nuove idee è nel loro DNA, fatto sta che la “nostra” Beeapp si è lanciata in una nuova avventura: il tutoraggio di progetti scolastici.

Una scuola che lavora sull’innovazione

Non so se ne siete a conoscenza, ma in giro per l’Italia ci sono un sacco di scuole e classi che fanno progetti nell’ambito del digital e dell’innovazione. Giovani studenti che si lanciano in attività più o meno complesse per concretizzare le loro idee o anche solo per imparare a fare qualcosa di nuovo. Tutti seguiti da professori entusiasti e avventurosi che, orgogliosi dei loro discenti, le provano tutte per rendere l’esperienza più formativa e istruttiva possibile. E tra questi tentativi c’è quello di contattare aziende del settore e del territorio per farsi aiutare, suggerire, guidare e consigliare. Per far vedere ai ragazzi come funziona davvero il mondo del lavoro.

“Siamo stati contattati da ben 3 classi e non abbiamo potuto che rispondere”, ci ha raccontato Giacomo Bosio, direttore esecutivo di Beeapp. Hanno accettato sull’onda dell’entusiasmo di chi, non troppo lontano dagli anni scolastici, pensa che a lui sarebbe piaciuto ricevere aiuto. Poi i progetti che hanno portato grandi soddisfazioni, parecchio divertimento e un pizzico di orgoglio, oltre alla piacevole scoperta di un sistema scolastico che lascia ben sperare, per gli studenti e per chi li segue.

Giovani startappari crescono

Beeapp sta seguendo due gruppi delle scuole superiori di Pontedera e Volterra, per progetti nell’ambito sociale e uno di ragazzi della scuola media di Lari sull’ambiente. Ha suggerito agli studenti le piattaforme di lavoro e dato indicazioni sulla commercializzazione del prodotto.

Sui progetti non si può dire molto: sono più blindati di quelli della Nasa, ma dei ragazzi di Lari si può raccontare qualcosa.

Per esempio che sabato 6 febbraio a Pistoia hanno vinto il primo premio per il progetto tecnico e che la loro presentazione alla commissione dovrebbe essere citata quando si insegna come fare un pitch. Hanno fatto una scenetta rappresentando il problema e la sua soluzione (ovvero la loro app): semplice, lineare, immediato e divertente.

Senza contare che gli stessi dodicenni sono stati ottimi anche nella presentazione iniziale del progetto: un documento chiarissimo e quasi perfetto, “avercene!”, commenta Giacomo.

Dagli studenti agli insegnanti

Siamo felici di poter raccontare questo nuovo, piccolo e importante progetto collaterale di Beeapp, una startup che da ormai quasi due anni tiene costantemente impegnato l’ufficio stampa del Polo.

Tra i grandi clienti che ha seguito (Algida e ItaliaOnLine, per citarne un paio); le collaborazioni con le altre startup (il progetto Footmoov, sempre per fare un solo esempio), e i progetti interni (Clap Up! e WeNote®, il centro dell’idea innovativa di Beeapp ormai davvero a un passo dalla pubblicazione) in questo angolo d’Incubatore c’è sempre un gran fermento.

E pare che ce ne sarà ancora: Giacomo fa il misterioso e parla di destino e karma, raccontando di come questi progetti con le scuole sono arrivati proprio quando in azienda si cominciava a respirare “aria di formazione”… Chissà cosa stanno tramando; staremo all’erta per voi!

CONTACTS

Want to know more?

The Polo team is at your disposal to offer you information and support.

Fill out the form for more information

Don't miss out on our newsletter

Stay up to date on events, projects, initiatives, opportunities and stories related to the Innovation Ecosystem.