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Ultimo aggiornamento: 4 Dicembre 2025

“Vita da Startupper” ci porta in dialogo con Salvatore Fiorenza, co-founder e CEO di BOS5, una startup innovativa che ha sviluppato un ecosistema tecnologico di Digital Export, un Marketplace integrato per l’internazionalizzazione delle PMI italiane.
Con lui parleremo di come l’intelligenza artificiale, la blockchain e le tecnologie immersive possano semplificare e potenziare l’export del Made in Italy, rendendolo più sicuro, trasparente e competitivo sui mercati globali.

Salvatore, com’è nata BOS5? Qual è stato il momento decisivo che vi ha spinto a fondare la startup?

L’idea è nata dopo anni di esperienza nei consorzi export, constatando la difficoltà delle imprese nel gestire i processi di vendita estera in modo digitale e sicuro. Il momento decisivo è stato quando abbiamo compreso che le nuove tecnologie potevano finalmente rendere possibile un sistema unico, scalabile e trasparente per connettere produttori italiani e buyer internazionali.

Quali sono state le sfide più inaspettate che avete incontrato lungo il percorso, tecnologiche, di mercato o organizzative, e come le avete superate?

Le sfide più inaspettate sono state principalmente tre: tecnologiche, organizzative e di mercato.
Sul piano tecnologico, l’integrazione tra diverse tecnologie ha richiesto uno sforzo di interoperabilità e sviluppo di architetture modulari scalabili. Abbiamo superato questa complessità costruendo un ecosistema basato su standard aperti e smart contract interoperabili.
A livello organizzativo, la difficoltà è stata creare un linguaggio comune tra esperti di export e sviluppatori IT; abbiamo risolto con un modello di lavoro ibrido che unisce competenze commerciali e tecnologiche in team verticali.
Sul mercato, la sfida è stata far comprendere alle PMI il valore concreto della digitalizzazione. L’abbiamo superata offrendo soluzioni pratiche che dimostrano la riduzione di rischi e costi nei processi di internazionalizzazione.

Qual è l’elemento che vi distingue dagli altri e che rappresenta la vostra forza o innovazione principale?

La nostra unicità risiede nell’integrazione di più tecnologie avanzate in un unico ecosistema digitale, per cui BOS5 non è una semplice piattaforma, ma un sistema operativo del business che connette produttori e buyer esteri in modo sicuro, tracciabile e multilingue, offrendo strumenti per la presentazione, la negoziazione e la certificazione delle transazioni. La vera innovazione è l’approccio end-to-end, che combina autenticità del Made in Italy, garanzie contrattuali e automazione intelligente dei processi di export.

Guardando indietro, qual è stato l’errore o l’ostacolo più significativo che, con il senno di poi, si è rivelato anche il vostro miglior insegnamento?

Negli anni passati ci eravamo concentrati principalmente sull’aspetto fisico degli uffici, investendo nel design, nella disposizione degli spazi e in un’organizzazione tradizionale del lavoro. L’utilizzo della tecnologia era limitato e nella maggior parte dei casi, si trattava di strumenti standard, come un normale sito e-commerce che operava secondo logiche convenzionali. Questo approccio rispecchiava anche la mentalità diffusa tra molte aziende, spesso prudenti o restie nell’adottare soluzioni digitali innovative e nel modificare i propri processi consolidati.

Con l’esperienza, abbiamo compreso che il vero valore non risiede nella forma fisica o nella mera presenza online, ma nella capacità di creare un ecosistema digitale evoluto, capace di integrare tecnologie avanzate in modo semplice, accessibile e coinvolgente. Da qui è nata la decisione di spostare il nostro focus verso la costruzione di uno spazio immersivo basato sul Web3, dove la tecnologia diventa il mezzo per semplificare, connettere e potenziare le relazioni di business. Il nostro obiettivo è sviluppare soluzioni intuitive che accompagnino le imprese nel passaggio alla trasformazione digitale in modo naturale, senza complessità tecniche o barriere operative.

E guardando avanti, quali obiettivi vi siete dati per i prossimi 12–18 mesi e quale impatto sperate di avere sul mercato e nella società?

Nei prossimi 12–18 mesi ci poniamo obiettivi chiari su tre direttrici principali: scalabilità tecnologica, internazionalizzazione e impatto sul tessuto produttivo italiano. Sul piano tecnologico, intendiamo completare l’integrazione del nostro ecosistema BOS5 con strumenti avanzati per offrire alle PMI un ambiente digitale unico, sicuro e interoperabile.

A livello di mercato, vogliamo consolidare la presenza in Italia e attivare partnership operative in paesi extra UE ad alta domanda di Made in Italy, creando una rete stabile di buyer qualificati e di distributori. Parallelamente, stiamo ampliando il Virtual Plaza, lo spazio immersivo Web3 dove espositori e buyer interagiscono in tempo reale attraverso App dedicate e smart contracts automatizzati.

L’obiettivo sociale è valorizzare i Distretti Industriali produttivi italiani e la manifattura degli Artigiani, sostenendo la crescita delle competenze digitali e la creazione di nuovi posti di lavoro sul territorio. In questo modo contribuiamo a dare stabilità alle imprese, aiutandole a diversificare i mercati di riferimento, ampliare la propria base di clienti esteri e migliorare la loro competitività globale.

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