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Ultimo aggiornamento: 18 Febbraio 2026

I protagonisti di questa intervista della serie “Vita da startupper” sono Francesco Pinochi e Ramzi Bousena, co-fondatori di GL Towers, una startup innovativa che sviluppa torri idroponiche ad alto contenuto tecnologico e ad alta sostenibilità, progettate per coltivazioni indoor e outdoor.

Con loro parleremo di un modo diverso di immaginare l’agricoltura del futuro: più efficiente, più accessibile e meno dipendente da risorse esterne. L’obiettivo di GL Towers è infatti portare un nuovo modello di agricoltura sostenibile anche a chi non dispone di un giardino o di un terreno, rendendo la coltivazione autonoma possibile in qualsiasi contesto.

Francesco, qual è stato il momento decisivo che ti ha spinto a fondare GL Towers?
Il momento decisivo è arrivato quando ho sottoposto il progetto a uno studio di proprietà intellettuale, che ha confermato la presenza di elementi innovativi brevettabili. Poco prima del deposito del brevetto ho incontrato, in modo del tutto casuale, Ramzi Bousena, che è diventato mio socio. Nel corso delle conversazioni gli ho presentato il progetto e il concept tecnologico. Il suo interesse immediato, unito al suo background ingegneristico internazionale, è stato per me una conferma definitiva.

Quali sono state le sfide più rilevanti che avete incontrato lungo il percorso?
La sfida più complessa è stata senza dubbio la gestione simultanea di ambiti molto diversi tra loro: dallo sviluppo tecnologico alla strutturazione aziendale, fino agli aspetti burocratici, legali e industriali.
Costruire un’azienda significa affrontare processi che vanno ben oltre l’idea iniziale: interfacciarsi con industrie, dialogare con laboratori di ricerca, valutare preventivi coerenti con il modello di business, e allo stesso tempo garantire il pieno rispetto delle normative.

In particolare, il contesto burocratico e normativo italiano si è rivelato più complesso del previsto. Trovarsi a dover prendere decisioni legali e amministrative fuori dal proprio campo di competenza richiede un grande sforzo di studio e responsabilità. Per superare queste difficoltà abbiamo scelto di approfondire personalmente anche questi ambiti, facendoci affiancare da consulenti qualificati ma mantenendo sempre una piena consapevolezza delle scelte fatte.

Questo approccio, sebbene impegnativo, ci ha permesso di costruire basi solide e di affrontare ogni passaggio con maggiore sicurezza.

Qual è l’elemento che vi distingue davvero dagli altri?
Ciò che distingue GL Towers è l’aver ripensato la coltivazione idroponica partendo dal design fisico del sistema, e non solo dalla tecnologia elettronica.

La torre è progettata per ridurre drasticamente il consumo d’acqua e mantenere condizioni stabili per le piante grazie alla geometria, ai materiali e a un ciclo di irrigazione intelligente, evitando sprechi e semplificando la gestione. Questo permette di ottenere prestazioni elevate con consumi molto più bassi rispetto ai sistemi tradizionali.

La vera innovazione sta nel fatto che l’efficienza e la stabilità del sistema non dipendono da controlli complessi o da continui interventi esterni, ma sono integrate nella struttura stessa del prodotto. Questo rende GL Towers una soluzione più sostenibile, più affidabile e facilmente scalabile, sia per uso domestico che professionale.

Guardando indietro, qual è stato l’errore o l’ostacolo più significativo che, con il senno di poi, si è rivelato anche il miglior insegnamento?
Uno degli errori iniziali è stato sottovalutare il tempo e le energie necessarie per passare da un prototipo funzionante a un sistema realmente pronto per l’industrializzazione. All’inizio tendevamo a concentrarci quasi esclusivamente sulla parte tecnica e innovativa, dando per scontata la complessità dei passaggi successivi.

Col tempo abbiamo capito che l’innovazione, da sola, non basta: deve essere accompagnata da metodo, pazienza e una visione sistemica. Questo ostacolo si è rivelato un insegnamento fondamentale, perché ci ha spinto a strutturare meglio il progetto, a pianificare con maggiore realismo e a valorizzare il lavoro di squadra.

E guardando avanti, quali obiettivi vi siete dati per i prossimi 12–18 mesi e quale impatto sperate di avere sul mercato e nella società?
Nei prossimi 12–18 mesi l’obiettivo principale è completare la fase di validazione tecnico-scientifica e avviare l’industrializzazione del prodotto, mantenendo intatti i principi di sostenibilità e affidabilità che caratterizzano GL Towers.

Parallelamente, puntiamo a testare il sistema in contesti diversi – domestici, educativi e professionali – per dimostrare che un’agricoltura a basso impatto idrico può essere accessibile, scalabile e concreta.

L’impatto che vogliamo generare non è solo di mercato, ma anche culturale: contribuire a cambiare il modo in cui le persone pensano alla produzione di cibo, mostrando che è possibile coltivare in modo responsabile, efficiente e scientificamente misurabile anche in spazi ridotti.

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