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Ultimo aggiornamento: 24 Febbraio 2026

Nuovo appuntamento con “Vita da startupper”: oggi parliamo con Andrea Signorini, co-fondatore e CGO di Ohmyroom.

Ohmyroom è una piattaforma tecnologica dedicata a chi gestisce l’ospitalità extra-alberghiera: offre una soluzione pensata per ottimizzare la gestione operativa di host e property manager, migliorarne l’efficienza e, allo stesso tempo, valorizzare l’esperienza degli ospiti attraverso una comunicazione efficace e la possibilità di personalizzare il soggiorno con l’upselling di prodotti e servizi, sia all’interno dell’alloggio sia sul territorio.

La sua missione è rendere il lavoro di host e property manager più fluido, sostenibile e orientato alla qualità, accompagnandoli dal post-booking al check-out e generando anche nuove opportunità di reddito.

Accanto all’efficienza operativa, la visione di Ohmyroom ha però una forte dimensione sociale e culturale. Un tempo, chi accoglieva non si limitava a gestire un soggiorno: guidava, raccontava il territorio, trasmetteva tradizioni. Oggi, invece, host e property manager sono spesso assorbiti dalla complessità operativa e hanno sempre meno tempo da dedicare alla relazione.

Il rischio è che i viaggiatori smettano di essere persone da accogliere e diventino semplici prenotazioni da gestire, mentre le esperienze perdono autenticità e legame con i luoghi. Ohmyroom nasce anche per ricucire questo rapporto, restituendo tempo a chi ospita e utilizzando la tecnologia come strumento per valorizzare il territorio.

Andrea, raccontaci cosa vi ha spinto a fondare la vostra startup
La decisione di fondare Ohmyroom nasce dall’esigenza di rispondere a una crescente domanda di personalizzazione delle esperienze da parte dei viaggiatori. Oggi questa esigenza viene ancora affrontata con tecnologie che puntano soprattutto alla standardizzazione dell’accoglienza. È proprio questo scarto che abbiamo notato: da un lato ospiti che chiedono esperienze sempre più su misura, dall’altro strumenti che tendono a rendere tutto uniforme. Da qui è emerso il problema per host e property manager e abbiamo capito che era il momento giusto per dar vita a una soluzione diversa.

Quali sono state le sfide più rilevanti che avete incontrato lungo il percorso?
Le principali sfide hanno riguardato tre ambiti:
Tecnologia: progettare un prodotto semplice richiede conoscenza tecnologica, ascolto del mercato e continui cicli di validazione.
Mercato: in un settore altamente tecnologico, distinguersi richiede una proposta di valore chiara. Abbiamo scelto di puntare su semplicità di interazione tecnologica, flessibilità e una soluzione che supporta il target nel lavoro quotidiano.
Organizzazione: come molte startup, abbiamo dovuto pianificare un progetto che fosse scalabile, sia dal punto di vista tecnologico che da quello commerciale.

Qual è l’elemento che vi distingue davvero dagli altri e che rappresenta la vostra forza?
Ciò che ci distingue davvero è l’integrazione di tre elementi chiave. Il primo è una tecnologia user friendly, pensata per semplificare il lavoro quotidiano di host e property manager, non per complicarlo. Il secondo è un approccio in linea con le nuove dinamiche del mercato: aiutiamo i professionisti dell’extra-alberghiero a diventare punti di riferimento per un turismo più consapevole e orientato alla qualità. Il terzo è il nostro principio “Be Smart & Simple”, che mette al centro semplicità e affidabilità.
È questa combinazione che fa la differenza: non offriamo solo uno strumento tecnologico, ma un partner operativo concreto ed efficiente.

Guardando indietro, qual è stato l’errore o l’ostacolo più significativo che, con il senno di poi, si è rivelato anche il vostro miglior insegnamento?
In una fase iniziale abbiamo valutato l’inserimento di un numero eccessivo di funzionalità, rischiando di disperdere focus e risorse. Questo ci ha insegnato che la vera innovazione nasce dalla capacità di selezionare, semplificare e concentrare gli sforzi su ciò che genera valore reale.
Da allora, ogni scelta è guidata da un principio chiaro: migliorare concretamente il lavoro di tutti i giorni. Nostro, ma soprattutto dei nostri clienti.

E guardando avanti, quali obiettivi vi siete dati per i prossimi 12-18 mesi e quale impatto sperate di avere sul mercato o nella società?
Nei prossimi 12-18 mesi vogliamo ampliare e completare le funzionalità della piattaforma, concentrandoci soprattutto sull’automazione dei processi operativi e sull’integrazione con gli strumenti già utilizzati dal nostro target, come i PMS.

Allo stesso tempo puntiamo a consolidare la nostra presenza in Italia, scalando nelle principali città d’arte, e a rafforzare la nostra linea di pensiero, promuovendo un modello di accoglienza più responsabile e orientato al territorio. Per farlo, svilupperemo anche partnership strategiche con enti e operatori del settore.

L’impatto che vogliamo generare è duplice: migliorare la qualità del lavoro di host e property manager e contribuire a un turismo più equilibrato, autentico e sostenibile.
E, naturalmente, fare soldi. Ma tanti!!

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